Dalla Toscana alla Sicilia, dalla Liguria alla Puglia, così come il «Progetto del mese» in Campania, cinque interventi di restauro che di fronte al problema cruciale conservazione/rimozione - conservazione/ri-creazione, esprimono con forza un giudizio di valore che sancisce la diffusione di un ormai consolidato approccio nell’intervento sul costruito. Tutti non si riconoscono in un concetto di restauro inteso come ripristino meccanico di forme e materiali ormai perduti o come riproduzione di «nuovi autentici» o di «copie perfette». Sono accomunati dal considerare il restauro come presa di distanza storica, sancendo l’impossibilità di continuare quei procedimenti costruttivi insiti nell’opera stessa. I progetti si basano sulla scelta di ripristinare il valore spaziale delle opere ricostruendone i limiti e mantenendo, nel riguardo dell’autenticità, la distinguibilità dei materiali. Vengono affrontati in maniera sistematica la risoluzione dei problemi statici e di restauro architettonico finalizzati sia alla conservazione del profilo del monumento (e quindi alla limitazione del degrado dell’apparecchiatura muraria), che a una sua nuova fruizione.
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