
È il primo giorno di apertura e, a giudicare dalla gente che affolla le sale al piano terreno della Triennale in una soleggiata domenica di settembre, la mostra «Frank O. Gehry dal 1997» (ovvero dal Guggenheim di Bilbao al Guggenheim di Abu Dhabi) si preannuncia un successo di pubblico. I maggiori quotidiani hanno preparato il terreno dedicando all’evento intere pagine delle sezioni culturali e, come molto spesso accade, i riflettori sono puntati sul personaggio, piuttosto che sull’esposizione: Gehry discussa archistar, Gehry che ha compiuto qualche mese fa ottant’anni e che per la prima volta è in Italia con una rassegna dei suoi progetti più recenti, Gehry architetto-artista ammirato e studiato, tra gli altri, dal critico d’arte Germano Celant, che con questa mostra esordisce come nuovo direttore della sezione Arte e architettura della Triennale.Come di consueto nelle esposizioni dedicate ai grandi architetti viventi, il proprio studio professionale è coinvolto in prima linea nella preparazione dell’evento; ha selezionato e fornito i materiali e accompagnato il curatore nella scelta dei progetti.
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