In Italia, oggi forse più che mai, è sempre più evidente la tendenza a mettere in primo piano i diritti, gli interessi e le esigenze del singolo individuo a scapito di quelli comuni. Atteggiamento che non fa sconti a nessuna disciplina ed è uniformemente distribuito sul territorio. La crescente esigenza di diversificarsi del singolo, sempre alla ricerca della personalizzazione, non sempre coincide con il concetto sartoriale del «cucito addosso» ma è sempre più spesso l’optional aggiunto a garantire l’elemento di diversità. L’esigenza del diversificarsi di per sé potrebbe non essere un problema di merito non fosse che, a volte, per raggiungerlo si cerchino scorciatoie a discapito del rispetto delle procedure. A questo si aggiunge la scarsa cognizione di ciò che è qualità da parte del committente privato, lo scollamento forte tra culture progettuali ed esigenze delle persone e la responsabilità delle istituzioni che dovrebbero programmare e non solo regolare e vietare. Come ha scritto Luigi Mazza nell’editoriale ...
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