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Inchiesta


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Il punto di vista dell’Istituto Nazionale di Urbanistica sull’Aquila

Una città ricostruita in fretta e senza piani

Occorre un Urban center: una città non si ricostruisce con un decreto «spezzatino» ma facendo funzionare le istituzioni locali e con la partecipazione attiva dei cittadini

L’Aquila è un sistema insediativo complesso che si articola lungo 12 km. L’espansione urbana recente comprende periferie consolidate e ancora in formazione costruite intorno a un importante Peep degli anni settanta, ampie zone dismesse dei demani pubblici ma anche industrie e due parchi naturali che arrivano sino ai margini dell’edificato. Questo sistema insediativo complesso ha inglobato molti centri preesistenti e si è organizzato negli anni intorno a un’armatura urbana incompleta e debole.Nella logica dell’emergenza sono state introdotte due innovazioni sostanziali nel processo di ricostruzione. Da un lato, si è deciso di non utilizzare ricoveri temporanei per gli oltre 70.000 sfollati realizzando alloggi permanenti nell’ubicazione ma non definitivi per l’utenza, che con il ritorno degli sfollati nelle loro abitazioni dovrebbe essere costituita dai destinatari del social housing. Dall’altro, si è costituito un sistema di governo dell’emergenza fortemente accentrato nella funzione del commissario Guido Bertolaso.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Pierluigi Properzi, da Il Giornale dell'Architettura numero 79, dicembre 2009


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