All’atto dell’insediamento, il nuovo Consiglio dell’Ordine degli architetti di Torino ha deciso di avviare una riflessione sulla professione, sulla sua tutela e sulla sua promozione nel corso del seminario svoltosi il 7 novembre scorso a Pracatinat (Torino). E l’ha fatto rivolgendosi a una platea assai ampia di architetti operanti in diverse situazioni professionali e portatori di altrettanto diverse esperienze: un seminario in cui circa 70 persone si sono interrogate sugli aspetti relativi al quotidiano operare e sugli effetti e le prospettive che potranno essere tracciate una volta superata la fase più complessa della crisi che contrassegna oggi le economie sviluppate.La riflessione ha riguardato il modello produttivo italiano caratterizzato da un soprannumero di attori (soprattutto se confrontato con altre nazioni europee) organizzati in una miriade di strutture di piccole e piccolissime dimensioni da cui derivano condizioni di concorrenza ormai inaccettabili: si tratta di un modello che fatica a reggere il mercato locale, che non regge il confronto sovranazionale e non è in grado di cogliere le opportunità che il processo ineludibile della globalizzazione sta comunque offrendo.
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