
Chi può sospettare che di fronte a questo fitto bosco di pini d’Aleppo, dinanzi a questa spiaggia di sabbia fine, sull’orizzonte di un panorama da tropici galleggi una nuvola invisibile di diossina? Questa è Taranto, la città avvelenata dagli altiforni del siderurgico, che a meno di dieci chilometri nasconde il più importante centro di talassoterapia dell’Italia centromeridionale: il top del benessere, con piscine e impianti per idromassaggio che pompano continuamente acqua di mare con un tubo lungo due chilometri.
L’idea affiora nel 1998, la realizza il gruppo Putignano che affida all’architetto argentino Emilio Ambasz e allo studio pugliese Dongiovanni Architetti Associati la progettazione del Grand Hotel Kalidria. È il pezzo forte di un complesso turistico-alberghiero, Nova Yardinia: 50 ettari di resort, alberghi, centro congressi, case vacanza, impianti sportivi e cinema Imax sulla costa di Castellaneta Marina, ai margini di una riserva naturale tagliata dalla strada statale che scende sullo Jonio, fino a Reggio Calabria.
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