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Roma


La revisione degli studi di settore

Il decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, voluto dal governo per individuare «misure urgenti per il sostegno a lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale», prevede, all’articolo 8, la revisione degli studi di settore.
Sostanzialmente lo studio di settore è un sistema per individuare meccanismi utili a determinare un «compenso potenziale» dei contribuenti grazie a 22 gruppi omogenei che analizzano l’area specialistica di riferimento, la tipologia della clientela, la dimensione e la struttura dello studio professionale e la tipologia dell’attività. L’Ordine degli Architetti PPC di Roma è da tempo interessato a tutti quei fattori di criticità e sofferenza che vedono i professionisti in grave difficoltà; il meccanismo degli studi di settore è tra questi.
Ben prima di questo momento di crisi economica internazionale sia i sindacati sia alcuni Ordini, tra cui quello di Roma, evidenziavano come il sistema degli studi di settore fosse, in realtà, un meccanismo che, applicato al comparto dell’edilizia, poneva molti dubbi sul suo funzionamento.
Il nostro settore prevede tempi e modi di realizzazione dei lavori che superano l’annualità, creando vero «imbarazzo» a chi voglia rientrare nei suddetti studi a fronte di incassi che fluttuano sensibilmente di anno in anno; lavori dilazionati comportano onorari «spalmati» su più annualità.
Un’altra problematica (ma potremmo individuarne molte) è quella legata all’attività promozionale di uno studio professionale.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Aldo Olivo, da Il Giornale dell'Architettura numero 75, luglio 2009

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