
MILANO. In un’aula gremita del Politecnico di Milano gli studenti aspettano pazienti Adelaide Acerbi Astori. Nonostante la neve e la pigrizia. La porta si apre e il suo sorriso illumina lo spazio. È minuta, capelli scuri corti e grandi occhi nocciola, vestita interamente di rosso, dal paltò alle scarpe - «una mise coraggiosa per una donna coraggiosa», penso - e intanto la classe ammutolisce al suo incedere. La sua postura, i suoi gesti, le sue parole, tutta la sua persona emana fierezza e dolcezza, forza e sicurezza; ma non quella banale del censo che si misura in simboli ...
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