
FIRENZE. Le 19 università e istituzioni presenti nell’edizione 2009 della mostra «Spot on Schools», curata da Paola Giaconia, hanno rivelato un panorama composito della ricerca in corso su scala internazionale sul tema degli strumenti digitali di progettazione, con una selezione che ha messo in luce nomi emergenti meno noti di quelli che ci si aspetta comunemente. Accanto infatti a conferme importanti (Rmit Melbourne, Epfl Losanna, Esarq Barcellona, TU Lisbona), il raggio dei partecipanti vede una buona presenza italiana (Pescara, il Naba di Milano, il Politecnico di Torino), greca e asiatica (Tessalonica, Volos, Taiwan, Hong Kong), oltre alla consueta e forte presenza nordamericana (University of Florida, Southern Illinois University, Sci/Arc, Rhode Island School of Design, Clemson, Cal Poly, Calgary).È proprio tra questi ultimi atenei, assenti nomi come Columbia o Pratt, che si rintracciano ricerche che permettono uno sguardo all’implementazione della digital fabrication nel locale e diffuso, sia pure dal versante accademico.
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