A inizio marzo un altisonante annuncio del governo informava dell’intenzione di varare il cosiddetto Piano casa, strumento taumaturgico con cui favorire il rilancio dell’economia facendo leva sul volano dell’edilizia privata. Facendo spesso confusione tra Piano casa e Piano di edilizia abitativa (il cui lungo iter si è concluso il 16 luglio con la firma del Dpcm per la realizzazione di soli 100.000 alloggi nei prossimi cinque anni), sono seguiti momenti convulsi e ulteriormente complicati dal terremoto in Abruzzo, in cui molte volte il Piano casa è stato dato di approvazione certa e rapida ma sempre slittata.Dopo aver registrato scontri politici e conferenze stato-regioni, in cui le seconde hanno rivendicato con forza il loro ruolo anche opponendosi alle linee governative (loro è infatti la competenza legislativa in materia di pianificazione del territorio), a oggi il Piano casa non c’è (e mai ci sarà). Le regioni hanno quindi autonomamente iniziato, e in alcuni casi concluso, l’approvazione di leggi in ...
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