
PARIGI. Nell’ultimo rapporto sull’industria del mobile francese i dati fotografano una realtà non molto diversa da quella italiana: indotto ultraleggero di 20mila aziende, di cui solo mille con più di venti dipendenti. Dal punto di vista della ricerca e sviluppo, ma soprattutto in un’ottica di promozione del talento global/local, la forbice è in un acronimo: Via, per esteso Valorisation de l’innovation dans l’ameublement, una piattaforma atipica («Unica al mondo»: è la Francia, è grandeur…) che opera a metà tra un osservatorio sull’abitare contemporaneo e un’agenzia in grado di tessere relazioni forti tra scuole/industria/editori/distribuzione. Fondata nel 1979, grazie al sostegno del ministero dell’Industria e del comparto di settore, Via fa fede alla missione finanziando a progetto più che il «Made in France» il «French design» con una consapevolezza politica e culturale che relativizza il primo sapendo che il secondo non può che esserne un traino creativo, processuale, mediatico. L’esperimento, con tutte le ...
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