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Intervista


Manuel Salgado: ho tanti progetti per il futuro di Lisbona

La capitale portoghese, nonostante la crisi, vuole realizzare il terzo ponte sul Tago, una migliore gestione del porto e il potenziamento della sua area metropolitana. Tutto attraverso una mirata politica di concorsi internazionali

La fine della dittatura di Antonio de Oliveira Salazar, che nel 1974 riporta la democrazia in Portogallo, apre per Lisbona una nuova stagione di trasformazioni urbane (culminate nel Piano strategico del 1992) e apertura verso l’Europa e il mondo (Lisbona Capitale della Cultura nel 1994 e l’Expo internazionale nel 1998). Antonio Angelillo ha discusso del passato e del futuro della capitale portoghese con l’architetto Manuel Salgado, autore di rilevanti progetti urbani in Portogallo e recentemente riconfermato assessore all’Urbanistica in seguito alle elezioni amministrative dell’ottobre scorso.

Il suo nome è legato alla realizzazione del piano dell’Expo. Quanto è pesata l’organizzazione dell’evento nella fase di ristrutturazione urbana degli anni novanta?

Durante la «riflessione strategica» di inizio anni novanta è stata presa un’importante decisione per la candidatura all’Esposizione internazionale del 1998, che ha poi festeggiato i 500 anni dell’arrivo di Vasco de Gama in India.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Antonio Angelillo, da Il Giornale dell'Architettura numero 80, gennaio 2010

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  • Il parco delle Nazioni dell’Expo del 1998 con, sullo sfondo, il ponte Vasco da Gama e il padiglione ell’Utopia progettato da Som, di cui Manuel Salgado ha seguito la parte esecutiva

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