
Dopo diverse generazioni di studi incentrati con sguardi panoramici sul fenomeno delle sole avanguardie, stiamo assistendo negli ultimi anni, grazie alla maggiore accessibilità delle fonti archivistiche e al crescente interesse da parte degli studiosi, a una graduale riscrittura della storia artistica, architettonica e culturale dell’Unione Sovietica tra gli anni venti e cinquanta. Studi che suggeriscono analisi storiografiche non più (o non tanto) focalizzate sul mito delle avanguardie, quanto sulla comprensione dei contesti nei quali esse nascono, sulla considerazione e la disamina di vicende, periodi e figure che li definiscono, e che sono stati finora quasi totalmente trascurati. Grazie a queste rinnovate analisi storiche, s’inizia a rivelare un contesto sempre più ampio e sfaccettato, nel quale la produzione stessa degli architetti acquisisce nuove complessità e altri valori, e nel quale le consolidate ramificazioni - tra costruttivisti, razionalisti e produttivisti, tra architettura d’avanguardia e il realismo ...
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