A quella che, anche quest’anno nelle buone intenzioni del governo doveva essere una Finanziaria «light», è seguito il decreto «Milleproroghe» (n. 194 del 30 dicembre 2009). In attesa di conversione in legge al momento di andare in stampa, esso differisce, come di consueto, i tempi di entrata in vigore di norme che riguardano svariati settori produttivi.
In primis, una segnalazione merita l’ennesimo rinvio - questa volta solo al 30 giugno 2010 - del passaggio dalla Tarsu (Tariffa rifiuti solidi urbani) alla Tia (Tariffa integrata ambientale), prevista dal D.lgs. 22/1997 prima e dal 152/2006 poi. Uno slittamento che si sussegue da oltre 10 anni e che di fatto ostacola la diffusione della raccolta differenziata sul territorio nazionale.
Seconda proroga, sempre al 30 giugno, per l’entrata in vigore della nuova disciplina prevista dalla direttiva 2007/66/Ce come recepita dalla legge 201/2008, che vieta il ricorso agli arbitrati per la risoluzione delle controversie negli appalti pubblici. Per l’Abruzzo (articolo 1, commi 10 e 11) è stato differito l’obbligo del versamento d’imposte, contributi e contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dovuti dai cittadini residenti nel «cratere», con modalità da definire con un’ordinanza di Palazzo Chigi.
È stato conservato il fondo per la realizzazione degli interventi a tutela dell’ambiente e lo sviluppo del territorio, mentre per i debiti della pubblica amministrazione è stata estesa, anche per il 2010, la possibilità di ottenere la certificazione agevolata dei crediti dovuti da regioni ed enti locali per somministrazioni, forniture e appalti.
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