A Torino sembra per ora essersi allontanato, seppur non ancora scomparso per il futuro, il rischio di vedere disattivato il corso di laurea in Pianificazione urbanistica e territoriale, presso il suo Politecnico. Ma in generale, per evitare che nell’affannosa ricerca di riduzioni dei costi, l’Università italiana decida di farne diffusamente a meno, si rende più che mai necessario chiarire quali siano le competenze specifiche della figura professionale, comparsa da poco più di cinque anni, con i primi laureati triennali. Il corso (3+2) citato mira alla formazione dell’urbanista, che assume «un ruolo sociale peculiare, che non è né dell’architetto né del manager, né dell’ingegnere né del sociologo,…benché di tutti questi saperi e mestieri l’urbanista abbia certamente bisogno», come ben sintetizza Edoardo Salzano. E nasce nell’ambito di un processo formativo, fino a poco tempo fa rivolto alla specializzazione dei progettisti verso precise competenze settoriali, in cui sono state create, e poi recepite all’interno ...
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