«Il quadro numerico nazionale mostra un Paese bloccato, con gravi problemi in tema di mobilità, legalità, rifiuti, con sprazzi di eccellenze e buone pratiche sparse che, pur aprendo la strada a momenti di ottimismo non riescono a fare sistema e a caratterizzare lo sforzo unitario della comunità». Si apre con queste parole il comunicato stampa pubblicato sul sito di Legambiente, che ogni anno monitora lo stato di salute del nostro paese. Scorrendo i dati, molti e importanti punti risultano critici, soprattutto sul versante della mobilità (il trasporto privato copre l’82% della domanda) e delle emissioni di CO2 provenienti soprattutto dai trasporti e dalla produzione di riscaldamento per usi civili. Come strategia di indirizzo di una politica globale improntata allo sviluppo sostenibile, i temi su cui Legambiente si focalizza spaziano dalla gestione dell’energia (l’Italia deve arrivare entro il 2020 al 17% di produzione da fonti rinnovabili, attualmente è al 5,2%), a quella dei trasporti (migliorando soprattutto il servizio per i pendolari che di spostano troppo poco con i mezzi pubblici, in particolare con il treno), all’utilizzo più consapevole dell’acqua (con il miglioramento degli acquedotti), al controllo del territorio per diminuire i rischi di dissesto idrogeologico (aggiornando le mappe e mettendo in atto politiche regionali per la tutela e la prevenzione soprattutto nei confronti degli illeciti ambientali) e per bloccare o ridurre l’ormai enorme consumo di suolo (aumentato dopo il 1994 con la costruzione non necessaria di 11 milioni di nuovi vani). www.legambiente.eu