«Quella della Protezione civile è l’unica normativa che considera, in linea con le normative comunitarie relativamente alla accelerazione delle procedure, la variabile “tempo” come reale e cogente».Questa considerazione - contenuta in una delle dieci risposte date da Guido Bertolaso alle domande rivoltegli da Eugenio Scalfari su «La Repubblica» - pone a mio parere una questione centrale nella vicenda legata alla realizzazione di importanti opere pubbliche attraverso la Protezione Civile. Mi riferisco all’innaturale estensione del concetto di «emergenza» in base alla quale si è deciso di ricorrere a procedure «eccezionali» non solo - come sarebbe opportuno - in occasione di gravi calamità naturali, ma per eventi quanto mai prevedibili: il G8 alla Maddalena, le opere per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i mondiali di nuoto, la Vuitton Cup, ecc. Il quesito appare persino banale: la variabile tempo non dovrebbe essere considerata «reale e cogente» per tutte le opere pubbliche? In molti ...
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