
Bruxelles. «L’esposizione “Mexican Modernism” postula che non esiste una storia univoca e omogenea dell’architettura moderna in Messico, ma piuttosto un insieme complesso e molteplice di racconti e opere»: queste le chiare intenzioni del curatore Jose Castillo in apertura alla guida che accompagna la mostra. Non si tratta di un’esposizione di grandi dimensioni, quanto piuttosto di una sorta di lapidaria messa in scena di una posizione storiografica precisa, come conferma anche la scelta del materiale, esclusivamente fotografico; un pretesto, contemporaneamente, per avvicinare il grande pubblico all’architettura messicana, nell’ambito del festival (arte, musica, fotografia, letteratura) che Bozar dedica al Paese centroamericano, in occasione del suo bicentenario dell’indipendenza e del centenario della rivoluzione.Sulle pareti della prima delle due sale, quaranta foto d’epoca di altrettante opere, composte in un imponente mosaico, illustrano efficacemente i paradossi e la frammentazione di una storia possibile, ...
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