Contra concorsi. Ecco, questo articolo potrebbe iniziare così. Contro la marea melliflua di pseudo-opportunità che invade lo spazio mentale dell’aspirante-giovane leva-emergente designer. Ma è possibile pensare che, in un’epoca di bulimica produzione di oggetti e di sfrenata crescita del mercato, un’azienda che vuole sperimentare un sano, reale, concreto processo di rinnovamento della sua offerta di prodotti e di servizi si affidi a un concorso?Si tratta di un processo assurdo che nessun individuo od organizzazione sana attuerebbe mai (il riferimento, ahimè, è anche alla triste litania dei concorsi pubblici). A meno che il processo non generi una dimensione pubblica che renda evidente la qualità e le motivazioni della selezione (oltre ad ampliarne la base in modo da renderla significativa) e che impegni il soggetto realizzatore a un serio (e ricco di rischio, investimenti, tempo, passione e intelligenza) processo di reale sviluppo dei risultati.Scegliereste qualcosa che riguarda aspetti importanti della ...
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