L'Aquila. In questi giorni, mentre si organizzano le manifestazioni per ricordare l’anniversario del terremoto, la piazza del mercato dove da qualche tempo una grande tenda, all’insegna del motto «Riprendiamoci la città», ospita incontri mostre e dibattiti, promossi dai comitati di cittadini, è stata animata dal set di Radio tre, che all’Aquila ha realizzato le trasmissioni del 2 aprile, e dalla redazione del quotidiano «L’Unità» che, con l’obiettivo di documentare la situazione a un anno di distanza, hanno dato spazio e voce ai cittadini e alle istituzioni, culturali e politiche, del territorio.
La città, non solo quella dentro le mura (circa 160 ettari, normalmente indicata come «centro storico») ma anche quella della prima periferia, è ancora vuota, abbandonata e, ora, puntellata. Con strade e piazze occupate dalle macerie a dimostrare come nessuno si sia occupato seriamente di un programma per la rimozione e lo smaltimento di materiali che avrebbero potuto essere lavorati nelle numerose cave abruzzesi e riutilizzati.
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