
L’inaugurazione della Piramide dell’artista Mauro Staccioli, avvenuta lo scorso 21 marzo a Motta d’Affermo come parte della Fiumara d’Arte (un percorso turistico culturale di 25 km circa tra i comuni di Castel di Lucio e Tusa, riconosciuto dalla legge regionale 6/06), è un’occasione per conoscere meglio l’operato di Antonio Presti, illuminato mecenate dell’arte che da trent’anni sta realizzando un sogno senza fermarsi di fronte alle difficoltà giudiziarie, alla diffidenza della gente e all’ostilità della mafia. Quest’opera rappresenta infatti solo un tassello di una vasta azione che ha scelto di valorizzare territori e persone attraverso l’arte contemporanea anche a Catania e Palermo (cfr. il numero scorso di questo Giornale, p. 25).Tutto è cominciato nel 1983, quando Presti decide di dedicarsi all’arte e di non seguire le orme del padre, proprietario di un avviato cementificio. Al genitore da poco mancato dedica un’opera monumentale realizzata dallo scultore Pietro Consagra, collocandola alla foce di un antico fiume che scorreva tra i Monti Nebrodi.
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