
«Difficile dire cosa importi davvero. La società dà un valore eroico all’immagine di un edificio; chiede agli architetti dei simboli di successo. È come se immaginassimo la vita delle persone fatta solo di grandi scene rumorose». Continua He JianXiang: «Con alcuni professionisti cinesi e britannici (architetti, artisti, economisti, facilitatori sociali), in 48 ore, abbiamo trasformato un angolo di Chongqing in un’area silenziosa, dov’è possibile riappropriarsi dello spazio urbano senza farsi sopraffare dagli eventi. Doveva sembrare un po’ assurdo».Curioso imbattersi in queste parole nella nazione dei grandi eventi, dell’architettura monumentale, delle visioni urbane offerte dal mercato internazionale dell’architettura. Sono note scritte su un blog da un architetto trentenne di Guangzhou (O-office Architecture), con menzioni in concorsi internazionali e cantieri di ogni dimensione. Questi blog sono frequenti, testimoniano il bisogno di elaborare pensieri in modo visibile, perché l’idea che la ...
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