
Pechino. Il 28 marzo scorso una folla di vecchi pechinesi, giovani appartenenti ad associazioni e stranieri erano pronti a ritrovarsi nel centro della vecchia Pechino e discutere del suo futuro. La ragione che stava per mobilitare, come di rado succede, così tanti cittadini è una voce che corre da qualche settimana: il quartiere di Gulou sta per essere raso al suolo. L’intervento della polizia ha bruscamente cancellato l’evento, ma associazioni quali il Bchpc (Beijing Cultural Heritage Protection Center), un gruppo indipendente che si occupa di tutela e conservazione del patrimonio artistico e architettonico cinese, non rinunciano a informare e sensibilizzare la popolazione.Il nuovo piano di sviluppo urbano, che interesserà il distretto di Doncheng e avrà una durata operativa di circa 20 anni, danneggerà irrimediabilmente uno dei gioielli patrimoniali la cui importanza è sia sociale che architettonica. Con i suoi 625.000 abitanti e il 37% dei siti storici e architettonici protetti della capitale cinese, con il tradizionale tessuto urbano di vicoli perpendicolari (hutong) e le antiche case a corte (siheyuan), è il cuore pulsante della vecchia Pechino.
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