
Parigi. «L’epistola è l’espressione di una realtà fuggente, che non esisterà più al momento della sua lettura», recita una lettera di Marcel Proust inviata alla madre; tuttavia sono proprio i suoi scambi epistolari a svelarne ai posteri la vita di scrittore, domestica e mondana, e a preservarla dalla fugacità del tempo. Alla sua storia è dedicata la mostra inaugurale per la nuova sede del Musée des lettres et manuscrits, aperto dal 15 aprile in un edificio d’epoca haussmanniana, al 222 boulevard Saint-Germain nel 7° arrondissement, per tradizione il quartiere più letterario della capitale.
Fondato da Gérard Lhéritier, il museo trasloca da rue de Nesle, dove dal 2004 ospitava esposizioni temporanee volte a illustrare la letteratura attraverso manoscritti, disegni, lettere, bozze. Gli scritti di Proust, disposti al piano terra della nuova sede, negli spazi adibiti alle esposizioni temporanee, suggeriscono la chiave di lettura al progetto museografico e all’ordinamento museologico: l’idea di una ricerca ancorata al passato e al contempo aperta, tradotta non solo nell’organizzazione della raccolta permanente dei circa 70.000 reperti, ma anche nella contiguità tra museo e attività professionale.
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