Capita spesso di ascoltare una rivendicazione degli architetti, che suona più o meno: le città sono orrende, d’accordo, ma sbaglia chi se la prende con noi, visto che quasi tutto è progettato da altri. La cosa vale anche per chi si occupa specificamente di urbanistica: da che cosa dipende la qualità degli insediamenti? Da infiniti fattori, pochissimi dei quali si devono alla responsabilità dell’urbanista. Anzi, a ben vedere: chi è poi davvero questo «urbanista»? Una domanda che si pongono da circa un secolo in parecchi.Prova a rispondere Renzo Riboldazzi il quale, dopo le opere antologiche su Milano e sulla cultura liberale di Cesare Chiodi, sta sviluppando un singolare lavoro storico-critico che propone una prospettiva internazionale con un testo dedicato all’International Federation for Housing and Town Planning. Non si tratta di un’antologia critica, ma resta la capacità dell’autore di «far parlare direttamente» gli archivi, restituendo quanto la mainstream pubblicistica troppo spesso mette in secondo piano e invece è chiave di lettura essenziale per capire questioni aperte.
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