A sfatare la marginalità di una realtà geografica, sociale e culturale contribuisce Marco Lucchini con il volume L’identità molteplice. Architettura contemporanea in Sardegna dal 1930 al 2008 (Aìsara, Cagliari 2009, pp. 447, euro 50). Una rassegna di 118 progetti, riccamente illustrata e corredata di mappe, indici e bibliografia, suddivisa in quattro sezioni (città, piccoli centri, insediamenti di fondazione, coste) introdotte da alcuni saggi. Assumendo convenzionalmente il terzo decennio del Novecento come termine a quo di un «cambiamento radicale» legato alla diffusione del linguaggio moderno nell’isola, il libro mette in luce i diversi volti di una regione dove un’architettura che sembra da sempre appartenere al paesaggio in cui sorge si confronta con progetti di scala modesta ma degni d’attenzione, mentre restano sulla carta quelli delle archistar (da Hadid a Koolhaas, da Herzog & de Meuron a Mendes da Rocha), cui la Regione Autonoma aveva recentemente affidato i destini d’una politica di promozione culturale e di riqualificazione urbana ed edilizia.
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