
Il ruolo assegnato, nella storia dell’architettura, alla distribuzione come momento del progetto inclusivo di ragioni funzionali e sociali, ha delineato un rapporto privilegiato tra spazio costruito e «vie sociale», fino alla modernità.Oggi invece, sempre di più, lo spazio sembra definirsi lontano da queste ricerche, come pura conseguenza dell’involucro. Il dibattito avviato da questo Giornale nel numero scorso intende stimolare l’attenzione del contesto professionale, coinvolgendo affermati progettisti italiani su un tema fondativo del fare architettura. Dopo Baukuh e Iotti & Pavarani, risponde a 4 domande Camillo Botticini (www.abdarchitetti.com).1. Distribuzione, qualità dello spazio, tipologia: che cosa rappresentano per lei questi temi?Appartengono tutti a diverso titolo al dibattito sull’architettura del secolo scorso. Il primo rimanda al funzionalismo alla Alexander Klein, all’ottimizzazione dei percorsi, degli spazi, a un principio di efficienza ed economia che in modo diretto ha influenzato tutta l’edilizia sociale e oggi, in particolare, quasi tutta la produzione del costruito in rapporto agli elevati costi realizzativi.
...
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)