
Aperta al Triennale Design Museum il 26 maggio, è in chiusura il 4 luglio. Curata da Stefano Maffei con allestimento firmato ZPZ Partners, è una piccola esposizione fondata sulla grande volontà di ribadire quanto il design sia oggi costituto da realtà di modeste dimensioni ma grandi nella tensione ideale, che vanno contro, come afferma il curatore, o in sintonia, come piace pensare a chi scrive, un mondo di merce.
In mostra progetti d’interaction design, service design, comunità creative, educazione, forme nuove d’impresa: progetti ed esperienze spesso note agli addetti ai lavori, non per forza recenti, ma significative nel racconto proposto, in cui il design è anche performance, connessione esperienza d’uso, comportamento, cura del territorio.
I protagonisti della mostra lavorano su temi che mettono in relazione il progetto con la sostenibilità, la sperimentazione scientifica e culturale, la tecnologia e la società, l’educazione e la tradizione locale a conferma che la figura professionale del designer si è evoluta, arricchita, complessificata per definire e gestire scenari nuovi di progetto.
La selezione proposta va a colmare un vuoto d’analisi e indagine della mostra «Il paesaggio mobile del nuovo design italiano» (in Triennale nel 2007)in cui era presente un design certamente raffinato e di grande poeticità. Una mostra, ricordiamo, di oggetti leggeri, di piccole dimensioni con ridotta complessità tecnico produttiva che tralasciava quasi del tutto i grandi temi dell’innovazione e dello sviluppo: la gestione dei sistemi complessi, l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione, la questione ambientale.
La mostra, che ha aperto il secondo ciclo dedicato al design italiano contemporaneo nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum, ci spiega quindi quali possono essere i significati possibili del design di oggi attraverso il progetto di recupero della fibra non utilizzata di cachemire di Asap ol’esempio del Lanificio Leo che recupera e trasforma l'idea di souvenir con un progetto di tessile stampato combinando tradizione e innovazione o con il caso di public designpromosso daesterni. Presenti anche il progetto di Massi mo Banzicome case studies di uso della scheda elettronica Arduino; le nuove modalità di relazione fra design, scienza e bioetica proposte da Elio Caccavale, le interfacce touch Vodafone Lifestream di Experientia, la comunicazione dei servizi applicato alla scala territorialesecondo Id-Lab; Kublai e il portale-piattaforma per la promozione dei creativi e dei loro progetti; una ruota high-tech accumula l’energia umana per renderla disponibile quando l’utente ne ha bisogno firmata da SENSEable City Lab - MIT e infine un esempio virtuoso di come educare i bambini attraverso processi di ricerca sperimentale Reggio Children - Atelier Raggio di Luce.