Finalmente un «laboratorio» operativo, quello svoltosi, con l’organizzazione di Marco Romano e Carlo Gasparrini, a L’Aquila il 28 giugno su iniziativa dell’Inu e dell’Associazione nazionale dei centri storici, che ha chiuso la serie sul recupero della città e i cui risultati sono stati discussi pubblicamente l’8 e il 9 luglio.La riunione, a cui erano presenti numerosi specialisti ma assenti la locale Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici e i rappresentanti della Regione e della Provincia, ha evidenziato come non si possa ancora parlare di «progetto culturale» per la ricostruzione della città ma ha individuato criticità, errori da evitare, e alcune priorità che dovrebbero fare da sfondo ai prossimi incontri.Introdotto da Pierluigi Properzi e Marco Romano, ha visto tutti d’accordo nel mettere in rilievo la necessità del recupero dell’identità del luogo urbano (contro le new town) e il grosso problema delle gare d’appalto, i vantaggi (pochi) e gli svantaggi (molti) delle gare europee che potrebbero, con una serie di probabili ricorsi a catena, allungare i tempi della ricostruzione.
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