
Il ruolo assegnato, nella storia dell’architettura, alla distribuzione come momento del progetto inclusivo di ragioni funzionali e sociali, ha delineato un rapporto privilegiato tra spazio costruito e «vie sociale», fino alla modernità.Oggi invece, sempre di più, lo spazio sembra definirsi lontano da queste ricerche, come pura conseguenza dell’involucro. Il dibattito avviato da questo Giornale nel numero 83 (aprile 2010) intende stimolare l’attenzione del contesto professionale, coinvolgendo affermati progettisti italiani su un tema fondativo del fare architettura. Dopo baukuh, Iotti & Pavarani e Camillo Botticini, risponde alle nostre 4 domande Carmen Andriani.1. Distribuzione, qualità dello spazio, tipologia: che cosa rappresentano per lei questi temi? L’architettura è configurazione plastica di uno spazio per sua natura informe, è costruzione poetica di spazi di relazione in cui il soggetto possa muoversi non già come utente (è limitante ridurre tutto a un buon funzionamento) bensì come abitante seppur temporaneo di quello spazio.
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