
Parigi. La riscoperta del fumetto, o meglio del romanzo grafico, è recente. Dalla sua origine tardo ottocentesca, infatti, la bande dessinée (BD) è stata considerata una forma di espressione popolare, dotata di un certo savoir faire artigianale ma esclusa dai grandi circuiti culturali.La mostra allestita alla Cité de l’Architecture propone attraverso i fumetti un itinerario nell’immaginario urbano del XX secolo, dalla New York delle strisce di Winsor McCay, alla Parigi poliedrica e crepuscolare nelle opere di Enki Bilal e città della vitesse moderne nei disegni di Blutch (Christian Hincker), fino alle visioni futuristiche di Tokyo di cui sono popolati i manga. Per bilanciare il confronto tra architetti e vignettisti, la curatela dell’esposizione è stata affidata congiuntamente a Francis Rambert, direttore dell’Institut français d’architecture, e Jean-Marc Thévenet, direttore del Festival international de la bande dessinée d’Angoulême. La loro collaborazione ha permesso di evidenziare nel percorso espositivo ...
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