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Architettura, controllo, repressione

Il progetto del centro di espulsione di Vordenberg (Austria), di Sue Architekten

Quando le politiche europee in materia d’immigrazione si muovono per la maggior parte in senso restrittivo, i conseguenti spazi edificati avranno analoghe caratteristiche di esclusione e repressione. È il caso dei cosiddetti centri di detenzione per immigrati illegali, che da tema esclusivamente politico può trasformarsi in occasione d’incarico per architetti in seguito a concorso. Vale ad esempio per il centro di espulsione di Vordenberg (Austria), per il quale è stato bandito un concorso europeo che ha visto imporsi i viennesi Sue Architekten con una proposta che tenta di mitigare per quanto possibile l’aspetto repressivo di un edificio che «ospiterà» persone non sottoposte a nessun tipo di pena ma soltanto in attesa di espulsione. Resta da verificare se, per un incarico così delicato, venga lasciata ai progettisti la possibilità di portare un valore aggiunto all’opera o se il tutto si riduca a una mera operazione propagandistica.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Matteo Trentini , da Il Giornale dell'Architettura numero 86, luglio 2010


  • Il progetto del centro di espulsione di Vordenberg (Austria), di Sue Architekten

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