
Como. Dopo anni di abbandono e manomissioni, il «focolare d’arte dell’isola Comacina, testimonianza unica del razionalismo, rivive con un progetto di restauro che coniuga conservazione rigorosa e segni contemporanei. L’intervento da 245.000 euro appena concluso (appaltato dal Comune di Ossuccio e curato da Rebecca Fant e Andrea Canziani) rientra in un accordo di sviluppo territoriale tra Comuni, Provincia, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo per un sistema culturale integrato sul Lario.L’unica isola del lago di Como (7,5 ettari) è un nodo dell’iniziativa, anche in virtù della sua storia moderna. Nel 1917 diventa proprietà di Alberto I, re del Belgio, che tre anni dopo la dona allo stato italiano e viene affidata dall’Accademia di Brera. Per 20 anni si susseguono progetti per lo sviluppo di una sorta di villaggio artistico-turistico con albergo, ville e strutture sportive. Sul finire degli anni trenta si arriva alla soluzione definitiva con il progetto dell’architetto locale (di Tremezzo, pochi chilometri dall’isola) Pietro Lingeri.
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