A dicembre si eleggerà il Consiglio nazionale degli architetti. Ma, a differenza di quanto è avvenuto nelle consultazioni precedenti, da dieci anni a questa parte, c’è attesa, fermento, spirito di competizione tra gli Ordini, il che rivela un interesse prima poco presente e una voglia di cambiamento.Alla base, la constatazione che si sta probabilmente chiudendo un ciclo, nel lungo periodo di permanenza in Consiglio dei suoi attuali membri, molti dei quali eletti sulla base di un programma di forte rinnovamento nel 1997 e da allora rimasti in carica, con avvicendamenti decisi per «cooptazione» sotto la regia di colui che lo ha guidato con autorevolezza fino allo scorso anno, Raffaele Sirica.Proprio la sua prematura e dolorosa scomparsa ha aperto, anticipatamente, una lunga fase preelettorale che sembra preludere a un altro rinnovamento, nei programmi e nei componenti. Conseguenza naturale dell’allentamento della tensione innovativa che accompagna inizialmente gli eletti e dell’attenuazione del consenso degli elettori dopo una lunga permanenza in carica dell’esecutivo, a dispetto della qualità dei risultati.
...
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)