La riforma dello statuto appena approvata dai ministeri, pur avendo scontentato molti per l’aumento delle aliquote e dei contributi da versare, ha avuto il grande merito di conservare il sistema retributivo, assicurando così da un lato la sostenibilità e dall’altro un trattamento pensionistico che consentirà ai futuri pensionati un adeguato livello di vita. La sfida da affrontare nei prossimi anni è quella di riuscire a mantenere nel tempo questo tipo di trattamento scongiurando l’arrivo del sistema contributivo.Tanto per parlare chiaro, trattamento contributivo significa prendere una pensione pari a un terzo di quella che si prende oggi, poiché calcolata sui contributi effettivamente versati e non sui redditi percepiti. È evidente che questa eventualità va evitata senza far crescere eccessivamente le aliquote.Il trend con cui bisogna fare i conti è chiaro. I pensionati stanno aumentando e i nuovi iscritti stanno diminuendo con conseguente incremento dei soggetti a cui bisogna pagare il trattamento (pensionati) e riduzione di quelli che contribuiscono a pagargliela (lavoratori attivi).
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