
Lo studio Arco di Bologna e i romani di -scape (con Michael Gruber, Kulapat Yantrasast e Stefano Massarenti e consulenti Ariel Toaff, per la cultura ebraica, Maricetta Parlatore, per il restauro e Vertov, per la museografia) sono risultati vincitori del concorso internazionale di progettazione del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. La giuria era guidata dalla direttrice generale dei beni culturali Emilia Romagna Carla di Francesco. Il progetto vincitore è stato scelto tra 52 proposte esaminate dalla giuria composta dal prof. Roberto Bonfil, dagli architetti Guido Canali e Margherita Guccione, dall’arch. Carlo Magnani e presieduta dall’arch. Carla Di Francesco e ha convinto i giurati per la sua forte espressività simbolica: cinque volumi, concepiti come cinque libri stilizzati che simboleggeranno i cinque libri della Torah. Al secondo posto si è classificato lo studio Ove Arup di Londra, tra i cui collaboratori figurava anche lo statunitense Peter Eisenman, autore del monumento berlinese in memoria dell’olocausto. Al terzo, lo studio Politecnica di Modena, con Luca Zevi e Benedetto Camerana.
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