
Che cosa fare se solo un francese su due ha visitato il Museo di arte moderna e contemporanea più famoso della capitale? È questo il quesito che nel 2007 si pose Alain Sebain, fresco di nomina alla presidenza del Centre Pompidou: «Portare il museo a far visita ai francesi», è stata la risposta.Così bandì un concorso per un museo «nomade», vinto da Patrick Bouchain. E se il progettista è un veterano di strutture e allestimenti effimeri (suoi i progetti del padiglione francese alla Biennale di Venezia del 2006, del tendone della scuola nazionale di arti circensi di Rosny-sous-Bois nel 2004 e del teatro equestre Zingaro a Aubervilliers nel 1988), anche il Centre può vantare una grande tradizione nell’ambito dell’architettura temporanea, dal Polytope di Yannis Xenakis, concepito per l’inaugurazione, all’Atelier di Shigeru Ban, al «museo precario» Albinet di Tomas Hirschhorn.Il centre mobile è costituito da tre padiglioni a pianta pentagonale, il cui ...
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