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Studi di un settore...in crisi

La montagna ha partorito il topolino. Il 10 ottobre, infatti, il CNA ha emanato un comunicato stampa con il quale ci informa che il segretario, Luigi Mirizzi, in qualità di referente del CNA per gli studi di settore, ha inviato una lettera all’Agenzia delle entrate e alla commissione degli esperti per gli studi di settore per «… denunciare come da qualche anno le riunioni…per la revisione dello Studio di Settore degli Architetti rivestono più carattere formale che sostanziale».Iniziativa lodevole se non fosse che è sempre troppo facile attribuire ad altri colpe che siamo i primi a commettere.

di Aldo Olivo, da Il Giornale dell'Architettura numero 79, dicembre 2009

Senza architetto è più semplice?

Inutile la figura del progettista negli interventi di manutenzione straordinaria

Aspettavamo con ansia, e con qualche preoccupazione, il decreto del governo sulla semplificazione delle procedure edilizie annunciato nella primavera scorsa come il secondo pilastro del Piano casa e di cui era circolata qualche bozza non molto rassicurante.In molti ci siamo chiesti che fine avesse fatto questo provvedimento.

di Francesco Orofino, da Il Giornale dell'Architettura numero 79, dicembre 2009

Dalle gare al concorso - dai progettisti al progetto

Il 4 dicembre scorso si è svolto a Roma un seminario sulla normativa vigente per l’assegnazione degli incarichi di progettazione di opere pubbliche. Dal dibattito, a cui hanno partecipato gli ordini di Ancona, Arezzo,Ascoli Piceno, Asti, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cosenza, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Genova, La Spezia, Latina.

da Il Giornale dell'Architettura numero 80, gennaio 2010

Competenze professionali: dalla cassazione nuovi punti fermi

Una sentenza della cassazione stabilisce con chiarezza il principio della progettazione come prestazione unitaria che può essere affidata solo a un architetto o a un ingegnere

Esiste nel nostro paese un grande confusione sulle competenze professionali in materia di progettazione architettonica che si trascina da molti lustri. Una confusione che si registra non tanto e non solo sul piano normativo quanto sul piano della prassi corrente.

di Amedeo Schiattarella, da Il Giornale dell'Architettura numero 80, gennaio 2010

La preoccupante condizione italiana

I primi anni del nuovo secolo hanno visto uscire di scena molti importanti architetti italiani, fra i quali alcuni autentici protagonisti: ultimo, in ordine cronologico, Guido Canella. Ma il ruolo giocato dai maestri rispetto alle generazioni più giovani, non diversamente da ciò che si verifica per quelli «classici» del movimento moderno, è cambiato: la maggior parte di essi è stata prematuramente consegnata a una regione di separatezza ideale: si è insomma verificata una vera e propria dismissione, frutto di una cesura generazionale che ha determinato un grave spreco di esperienze.

di Livio Sacchi, da Il Giornale dell'Architettura numero 77, ottobre 2009

Incrementi di architettura

Accolto l’emendamento proposto dall’Ordine degli Architetti di Roma al Piano casa della Regione Lazio

Un Piano casa che non ragioni solo in termini di quantità ma che individui strumenti validi per promuovere la qualità delle trasformazioni del territorio. L’avvio di un programma edilizio vasto che non si leghi solo ai temi - pur importantissimi - dell’efficienza energetica o della sicurezza sismica ma che sia in grado di ragionare anche in termini di qualità architettonica, di capacità di leggere il contesto in cui si opera, di innovazione tecnologica, di nuove tipologie per nuovi modi di abitare, di scelte linguistiche in grado di esprimere i valori della contemporaneità.

di Amedeo Schiattarella, da Il Giornale dell'Architettura numero 77, ottobre 2009

La revisione degli studi di settore

Il decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, voluto dal governo per individuare «misure urgenti per il sostegno a lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale», prevede, all’articolo 8, la revisione degli studi di settore.Sostanzialmente lo studio di settore è un sistema per individuare meccanismi utili a determinare un «compenso potenziale» dei contribuenti grazie a 22 gruppi omogenei che analizzano l’area specialistica di riferimento, la tipologia della clientela, la dimensione e la struttura dello studio professionale e la tipologia dell’attività.

di Aldo Olivo, da Il Giornale dell'Architettura numero 75, luglio 2009

Basterebbe copiare dai francesi

Sarebbe fondamentale creare in Italia un organismo che, come la Mission Interministérielle pour la Qualité des Constructions Publiques, coopera con le pubbliche amministrazioni e promuove i concorsi per le opere pubbliche

Avanzare proposte al mondo politico italiano per favorire la qualità delle trasformazioni del territorio è quasi sempre un esercizio estenuante e assai poco gratificante. In questi anni il mondo dell’architettura (ordini, associazioni,sindacati, ecc.) ha elaborato idee e progetti, anche normativi, per introdurre sistemi di regole che, quanto meno, non ostacolassero la produzione di interventi di qualità.

di Francesco Orofino, da Il Giornale dell'Architettura numero 75, luglio 2009

Elezioni, una nuova sfida da raccogliere

Nell’attuale crisi, nazionale e professionale, il sistema ordinistico deve riacquistare il ruolo di autorevole interlocutore verso il mondo imprenditoriale, politico e amministrativo, per ridare forza alla figura dell’architetto

L’elezione per il rinnovo dei Consigli provinciali è un appuntamento importante che induce a fare bilanci, a guardare con attenzione alle prospettive del nostro sistema ordinistico e alla sfide che ci attendono. Condivido quanto scritto recentemente dal Presidente di Ala Assoarchitetti, Bruno Gabbiani, circa la necessità di una profonda revisione nel funzionamento del mondo istituzionale e associativo delle professioni, spesso autoreferenziale e poco attento alla situazione in cui versa la professione.Negli ultimi anni abbiamo perso ulteriore terreno: le condizioni di praticabilità dell’attività in Italia si sono deteriorate, con un Codice degli appalti che ignora il ruolo della progettazione, ipotesi di leggi per l’architettura inefficaci e mai approvate, crescenti incertezze sulle competenze professionali, iter formativi universitari confusi, annunci di rischiose «semplificazioni» delle procedure edilizie legate al Piano Casa, concorsi di progettazione senza esiti reali e gare assegnate con ribassi indecorosi.Sul piano dell’immagine, in Italia l’architettura sembrerebbe essere ritornata a essere protagonista o perlomeno oggetto di attenzione culturale e sociale: è stato realizzato qualche importante edificio (quasi sempre da archistar), c’è qualche concorso in più, è stata creata qualche nuova rubrica di architettura su settimanali alla moda, il tutto accompagnato da un gran parlare di qualità architettonica, recupero della dimensione umana delle nostre città, del patrimonio architettonico (quasi tutto coniugato al passato), della salvaguardia della memoria… La sensazione è però che, all’interno del processo edilizio, il ruolo, l’importanza e direi anche la dignità del progetto siano stati schiacciati da altri interessi (politici, economici, imprenditoriali) e che la figura del progettista sia stata indebolita dal prevalere del peso di committenti e imprenditori.

di Amedeo Schiattarella, da Il Giornale dell'Architettura numero 76, settembre 2009

Una collaborazione tra giovani professionisti e istituzioni

Nell’ambito delle iniziative volte a favorire l’inserimento professionale, la Consulta Giovanile Architetti Roma (cgar), tramite l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia, ha partecipato a un progetto di collaborazione tra Regione Lazio e Conferenza Regione - Ordini e Collegi professionali, istituita con lr n.19/2002.A seguito delle decine di migliaia di osservazioni presentate e dopo una fase di istruttoria preliminare, l’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, il senatore Esterino Montino ha deciso di avvalersi del contributo degli Ordini e Collegi professionali delle Province del Lazio per l’esame delle Osservazioni finalizzata all’approvazione definitiva del Piano Territoriale Paesistico Regionale (ptpr).A tal proposito è stato opportunamente costituito un tavolo di lavoro formato dai relativi Presidenti al fine di decidere di comune accordo la linea più opportuna.Per una così importante iniziativa il Presidente dell’Ordine degli appc di Roma e Provincia, Amedeo Schiattarella, ha nominato come suo delegato Alessandro Ridolfi (Consigliere dell’Ordine appc)m mentre a rappresentare la Consulta Giovanile Architetti Roma è stata incaricata Annabella Bucci (Comitato di Coordinamento cgar).Nella convenzione che ha sancito la collaborazione degli Ordini e dei Collegi Professionali sono stati individuati i rappresentanti delle strutture dedicate all’attuazione della convenzione stessa, ovvero il direttore della Direzione Regionale Territorio e Urbanistica del Dipartimento Territorio, Daniele Iacovone, e il coordinatore della Conferenza, Domenico Ricciardi.Per questa iniziativa, i giovani professionisti sono stati inseriti in un percorso formativo con l’obiettivo di fornire loro un’adeguata preparazione in tema di pianificazione territoriale.

di Annabella Bucci, da Il Giornale dell'Architettura numero 83, aprile 2010
 

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