| |
Il calcolo incontra la costruzione
Anticipazioni su Smart Geometry 2010 a Barcellona
È stata annunciata l’apertura delle iscrizioni a SmartGeometry 2010, la nuova edizione del convegno promosso da Bentley Systems e organizzata dal gruppo omonimo. Sede dei lavori sarà quest’anno Barcellona, e in particolare l’Istituto di architettura avanzata della Catalogna (Iaac), da anni sede di studi e ricerche sugli strumenti digitali per la progettazione. La scelta dell’istituzione spagnola è sintomatico del cambio di direzione intrapreso dall’evento, che quest’anno vira con decisione verso il legame che lo sviluppo di un software avanzato per il controllo e la generazione di forme come GenerativeComponents, prodotto dal gruppo SmartGeometry per Bentley, ha con il corrispondente avanzamento delle tecnologie di produzione e dei materiali costruttivi.
La direzione individuata tenta di uscire dal circolo chiuso della computation nel mezzo digitale, per affrontare nello stesso momento i relativi problemi costruttivi e le possibili ricadute nelle applicazioni professionali, sia pure mantenendo il carattere sperimentale e di alto profilo dei lavori. Non è un caso, infatti, che i diversi gruppi tematici individuati (cluster), cui è possibile sottoporre le proprie richieste di partecipazione per i relativi workshop, in gran parte indaghino tecnologie di costruzione eccezionali, che attendono ancora l’applicazione su larga scala, nonostante in molti casi ci sia uno stadio di sviluppo già avanzato. Ognuno degli otto cluster è affidato a membri del gruppo allargato che fa capo a SmartGeometry, con una progressiva cooptazione di giovani o partecipanti alle edizioni precedenti, sempre raccolti intorno al nucleo fondativo che coinvolge studi del calibro di Kpf, Buro Happold, Foster and Partners, Arup Sport e le relative élite dei «gruppi computazionali», affiancati da istituzioni accademiche.
Il primo cluster, «Deep Surfaces», si occuperà della produzione di piccole tensostrutture, a cura di Achim Menges e Sean Ahlquist, ricercatori presso l’Università di Stoccarda, entrambi provenienti dalla londinese Architectural Association e dal gruppo Emt, che ha in Frei Otto un riferimento. Il secondo, «Non linear systems, biology and design», produrrà con stampa 3D i componenti di strutture ispirate ai processi biologici, a cura di Jenny Sabin e Peter Lloyd Jones, della University of Pennsylvania. Piccoli componenti acustici, montati poi su una macrostruttura, sono invece al centro del terzo cluster, a cura di Brady Peters e Martin Tamke, dell’istituto Cita di Copenhagen, il cui software Odeon, interfacciato con GenerativeComponents, permetterà di auralizzare i propri prodotti digitali ai partecipanti.
• Stefano Converso
L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de «Il Giornale dell’Architettura»
|