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| Il foyer centrale |
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La palestra, realizzata e rivestita in legno, con finestre esposte a nord
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| La planimetria del piano terreno |
Il progetto e il progettista
Progetto: Dietmar Feichtinger Architectes; Rupert Siller (project management); Torsten Künzler, Michaela Uhlig (team); Bennie Eder, Ruth Pofahl, Simone Breitkopf, Mathias Neveling (team del concorso); Werkraum Wien, ABH Generalplanung Andorf (strutture); Committente: Verein zur Förderung der Infrastruktur Taufkirchen an der Pram & Co; Localizzazione: Taufkirchen an der Pram; Dati quantitativi: superficie lotto 11.574,65 mq, superficie di pavimento 8.260,88 mq (inclusi ballatoio e terrazze), superficie coperta 2.818,86 mq, cubatura 32.559,11 mc; Cronologia: concorso marzo 2006, cantiere marzo 2007-dicembre 2008; Costo: euro 11.865.000 (circa 1.436 euro/mq); Foto: Dfa, Josef Pausch, Jo Pesendorfer, Josef Kurz; Web: www.feichtingerarchitectes.com.
Dietmar Feichtinger, nato a Bruck an der Mur (Austria) nel 1961, studia architettura presso l’Università Tecnica di Graz, dove si laurea nel 1988. Dopo le collaborazioni con i docenti Volker Giencke e Klaus Kada, si trasferisce a Parigi nel 1989 dove lavora per Chaix & Morel Architectes, studio del quale diviene architetto associato e project manager. Nel 1994 fonda il proprio studio (Dietmar Feichtinger Architectes) con base a Parigi e nel 2002 apre un ufficio distaccato a Vienna. Svolge attività accademica in numerosi atenei dal 1994 (Construction Institut dell’Università di Innsbruck, Università di Paris - La Villette, Rwth Aachen). Nel 1998 è insignito del Kunstpreis dall’Accademia delle Arti di Berlino. Dal 2006 è membro del Collegio di architetti consulenti della città di Salisburgo. Tra i progetti realizzati, l’Università Danubio a Krems e le passerelle pedonali des Trois Pays a Weil am Rhein (Germania) e a Huningue (Francia) sul Reno, e la Simone de Beauvoir sulla Senna a Parigi.
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Schule Bilger-Breustedt a Taufkirchen an der Pram, di Feichtinger Architectes |
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| Una scuola nel paesaggio dell’Alta Austria |
In Austria accade spesso che alcuni dei più interessanti avvenimenti culturali si registrino lontano dai centri di maggior importanza. In campo architettonico questa tendenza e questa vivacità della scena locale vengono confermate dagli edifici realizzati nel 2009, vincitori dell’annuale premio dell’Unione degli architetti austriaci: delle 14 opere selezionate, una si trova a Vienna, una a Salisburgo, due a Linz (Capitale europea della cultura per il 2009) e una a Graz. Le restanti realizzazioni si trovano in cittadine minori e comuni di poche migliaia di abitanti, sparsi su tutto il territorio nazionale.
È il caso di Taufkirchen an der Pram, municipalità dell’Alta Austria con quasi tremila abitanti, a ovest di Linz, vincitrice di uno dei premi in palio grazie al progetto della scuola Bilger-Breustedt, inaugurata nel giugno scorso su progetto dello Studio Feichtinger Architectes, con sede a Vienna e a Parigi, salito alla ribalta con la realizzazione della passerella pedonale Simone de Beauvoir a Parigi, di fronte alla Biblioteca nazionale François Mitterrand.
Il progetto della Schule Bilger-Breustedt è l’esito di un concorso (secondo posto per Cukrowicz-Nachbaur-Sturm-Hiptmair, terzo per Fasch & Fuchs) bandito nel 2006 dalla locale amministrazione e dalla Fondazione per lo Sviluppo delle Infrastrutture con l’inizio lavori nel marzo 2007 e termine nel dicembre 2008, periodo in cui l’opera ha rappresentato il principale cantiere pubblico dell’Alta Austria.
Il bando prevedeva di concentrare in un unico edificio scuola primaria e secondaria, scuola di musica e Museo di Storia locale. La soluzione dello studio di Feichtinger propone un impianto integrato di chiara e immediata leggibilità, con una hall coperta centrale, sull’ingresso nord, che distribuisce le varie funzioni: la scuola primaria, a sud, entro un corpo a un unico piano fuori terra, la scuola secondaria e quella di musica, in un edificio di tre piani fuori terra, anch’esso orientato verso sud e affaccio sul fiume Pram, il lato nord ospita invece la palestra e locali di servizio annessi.
• Matteo Trentini
L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de «Il Giornale dell’Architettura» |
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